La psicomagia è stata ideata da Alejandro Jodorowsky e perfezionata dal figlio Cristóbal. È una disciplina trasversale che fonde sciamanesimo, misticismo, arte e psicologia. Si fonda sull’intuizione del facilitatore per guidare l’individuo verso una risoluzione simbolica dei propri conflitti.
Gli Atti psicomagici sono dei gesti privi di apparente logica ma impattanti, tanto da aiutare le persone a percepire le proprie realtà da nuovi punti di vista.
Jodorowsky è stato il primo a creare un ponte tra arte e guarigione olistica.
È un artista cileno-francese eclettico e poliedrico, regista, scrittore, drammaturgo, poeta e mistico, famoso per aver creato la Psicomagia, oltre che per il suo studio dei Tarocchi.
I Punti Chiave della Psicomagia sono:
- Il linguaggio dell’Inconscio: la Psicomagia comunica con la mente profonda non attraverso la logica, ma usando la metafora e il registro onirico. È un dialogo diretto con la nostra parte analogica.
- Dalla comprensione all’azione: a differenza delle terapie puramente verbali, questa pratica sostiene che capire un problema non basti a superarlo. È necessario mettere in scena il conflitto attraverso un “atto trasformativo” che sblocchi l’energia repressa.
- Riparazione della memoria: l’esecuzione di un rituale permette di affrontare traumi e paure in una dimensione protetta. Pur essendo un gesto fuori dall’ordinario, il cervello lo recepisce come un’esperienza reale, favorendo la creazione di nuovi percorsi neuronali e prospettive inedite.
- Obiettivo e aspettative: non si propone come una soluzione magica immediata, ma come uno strumento per integrare razionalità ed inconscio. Il fine ultimo è offrire alla persona nuovi modi di abitare le proprie difficoltà, trasformando impulsi ripetitivi in opportunità di crescita.
Durante un atto psicomagico la parte razionale del nostro cervello rimane cosciente, ma si attiva contemporaneamente anche l’altra parte, quella che crede ai sogni, agli atti di magia, nonostante sappia bene che dietro ci sia un trucco, si fa incantare dall’illusione.
Una parte del nostro cervello riconosce quell’illusione come la realtà, la verità visiva è reale e, proprio così, si creano nuovi collegamenti, nuove sinapsi e si creano nuove realtà.
Praticare un atto psicomagico equivale a vivere un “sogno lucido” nel mondo reale, dove l’illusione diventa il mezzo per produrre un cambiamento concreto nella percezione della propria vita.
Gli atti psicomagici sono atti di potere, sono rituali pratici e semplici studiati su misura per ogni disarmonia. Il rito è un linguaggio simbolico ed è la lingua madre dell’inconscio.
Da tanti anni ormai pratico atti psicomagici per sopravvivere alla mia razionalità!
È impossibile comprendere appieno ogni evento, emozione o pensiero che ci attraversa; una parte dell’esistenza rimarrà sempre inafferrabile per la logica, poiché la vita stessa eccede la spiegazione razionale.
Siamo un intreccio complesso di materia studiata da millenni, di una psiche ancora in gran parte misteriosa e di una componente energetica e spirituale che ci rende, nel profondo, esseri magici.
Poiché un nucleo della nostra essenza sfugge persino al nostro controllo, l’unica via è l’integrazione di ogni nostra sfaccettatura, affidando ai rituali il compito di esercitare il loro potere di trasformazione interiore.
E così, oggi il rossetto rosso diventa il mio super potere per poter iniziare la giornata tagliando le zucchine per amore ed uscire là fuori ad affrontare i miei mostri.
